07/03/2011
Sicurezza e nuova classificazione per gli impianti elettrici residenziali
La nuova classificazione della norma CEI 64-8 in tre livelli: una norma che è il frutto di una crescente sensibilità nei confronti di una cultura della sicurezza, per contribuire a ridurre l’ancora troppo alto numero di incidenti domestici.
È stata pubblicata una nuova variante alla norma CEI 64-8 che adotta una classificazione degli impianti elettrici in tre livelli, con regole da applicarsi agli impianti di unità immobiliari a uso residenziale. Pubblicazione accolta con favore da PROSIEL, un’associazione senza scopo di lucro, nata nel 2000, che ha come obiettivo la promozione della sicurezza e della qualità dell’ impianto elettrico. Questa classificazione descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore di impianti elettrici, decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo. Si tratta di una variante alla norma CEI 64-8 “ALLEGATO A - Ambienti residenziali: prestazioni dell’impianto”. L’allegato A è un’aggiunta “Normativa” alla Norma e quindi sarà necessario applicarlo per rilasciare la Dichiarazione di Conformità secondo la Norma Impianti 64-8. Pubblicità Sicurezza sul lavoro - La sicurezza in casa Come imparare a conoscere i pericoli della casa e affrontarli serenamente L’utente finale potrà d’ora in poi chiedere all’installatore che la realizzazione dell’ impianto elettrico sia di livello 1, 2 o 3, dove il livello 1 individua la configurazione minima che dovrà avere un impianto perché possa essere considerato a norma. I livelli superiori 2 e 3 aumentano le prestazioni dell’impianto e quindi la sua fruibilità che si adegua alle necessità degli utenti e alla morfologia dell’habitat. Per entrare nel dettaglio, l’impianto minimo (livello 1) prevede: - un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento; - un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento; - almeno 2 interruttori differenziali al fine di garantire una sufficiente continuità di servizio. Il livello 2, rispetto al livello 1, prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che alcuni servizi ausiliari quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il controllo carichi. Il livello 3, oltre a un ulteriore aumento delle dotazioni, introduce la domotica che va anche a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione. L’ impianto, per essere considerato domotico, deve gestire almeno, a esempio, quattro delle seguenti funzioni: anti-intrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema antiallagamento e/o rilevazione gas. L’introduzione di questa classificazione è il frutto di una crescente sensibilità nei confronti di una cultura della sicurezza delle persone che deve contribuire a contrastare e ridurre il numero di incidenti domestici (sono oltre 45.000 all’anno), anche mortali, dovuti a problemi all’impianto elettrico, con danni sociali quantificati in milioni di euro. Sono infatti 12 milioni (2/3 del totale di quelle costruite prima del 1990) le abitazioni con impianti elettrici non a norma che, oltre a essere pericolosi per le persone, lo sono anche per i vari dispositivi collegati all’ impianto elettrico che potrebbero mal funzionare o essere danneggiati da un impianto non a norma. L’allegato normativo rappresenta un’evoluzione culturale che modifica il concetto d’impianto elettrico, ampliando la portata degli obiettivi classici della protezione e dell’affidabilità. Fonte: Ufficio stampa Federazione ANIE
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